Lamont Young genio dimenticato

Tra i luoghi più belli e significativi in cui immergersi per una bella e panoramica passeggiata a Napoli non si può non menzionare la collina di Pizzofalcone. Si tratta del luogo magico in cui tutto ebbe inizio, il posto esatto dove ebbe inizio la storia dell’antica Parthenope. Esattamente da questa collina partirono quelli che, più tardi, ai piedi del promontorio stesso fondarono la città nuova: Neapolis. Percorrendo le strade che conducono alla cima del promontorio e iniziando la discesa che rampa dopo rampa conduce verso il mare ci si imbatte in una storia affascinante che ha come protagonista una mente davvero geniale. Scendendo verso il mare noterete una meravigliosa costruzione che non passerà certo inosservata, per le sue caratteristiche architettoniche, certo, ma nondimeno per l’alone di mistero che l’avvolge e che ci desta al primo sguardo.
Ci troviamo a Villa Ebe, opera di Lamont- Young che è il vero protagonista di questa storia. Napoli, è noto a tutti, è la città di mito, mistero e leggenda e Villa Ebe non fa eccezione. La sua storia si fonde con quella del suo creatore che qui trascorse gli ultimi giorni e che sempre qui, nella sua villa, morì suicida. La leggenda vuole che lo spirito tormentato dell’artista abiti ancora le stanze del castello.
Lamont nacque a Napoli dove visse e costruì la sua opera urbanistica e architettonica; spesso da incompreso. Fu in effetti oggetto di tantissime critiche e la sua opera poco apprezzata perché ritenuta eccentrica e poco rispondente alla tradizione urbanistica napoletana. Eppure le meraviglie che lascia dopo la sua morte, sono incredibili e visionarie. Villa Ebe a parte sono meravigliosi i palazzi del Parco margherita e del rione Amedeo e lo è ancor di più il parco Grifeo col castello Aselmeyer a dominare l’altura.
Ma sono forse i suoi progetti mai realizzati a darci un’idea più chiara della visionaria mente di questo artista dimenticato. Prima ancora che iniziasse il ‘900 Lamont aveva già progettato la prima linea metropolitana della città che non fu mai realizzata ma i cui progetti sono oggi ricordati nelle stazioni del metrò dell’arte. Il progetto più glorioso fu probabilmente però quello del rione Venezia, anche questo mai realizzato ma che ancora oggi non perde di fascino e lungimiranza. Lamont Young aveva individuato in Bagnoli (quartiere napoletano dell’area flegrea) l’ideale polo turistico e di balneazione della città e col suo progetto si proponeva di costruire il nuovo rione in modo che, con una serie di calli e canali, spettacolari gallerie che avrebbero attraversato la collina di Posillipo e infine Fuorigrotta, potesse unire Santa Lucia e Bagnoli. Guardando la mappa della città si capisce subito la portata di questo progetto, l’idea rivoluzionaria, solenne, imponente e della cui realizzazione, con ogni probabilità, la città avrebbe oggi goduto a pieno rendendo l’esperienza degli ormai tanti visitatori e turisti ancora più affascinante e suggestiva. Chissà se lo spirito di Lamont, aggirandosi nelle stanze silenziose e tetre di villa Ebe, ancora guarda l’orizzonte e vede il suo rione sull’acqua, come a voler restituire il mare a Napoli, chissà se ancora pensa e si tormenta quest’anima geniale che tanto avrebbe ancora potuto dire e che col suo silenzio ancora tanto ci sta dicendo.
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